{"id":204,"date":"2017-09-24T19:42:10","date_gmt":"2017-09-24T19:42:10","guid":{"rendered":"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/?post_type=blog_post&#038;p=204"},"modified":"2017-09-24T19:45:56","modified_gmt":"2017-09-24T19:45:56","slug":"ignazio-apolloni","status":"publish","type":"blog_post","link":"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/blog-post\/ignazio-apolloni\/","title":{"rendered":"IGNAZIO APOLLONI"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/09\/download-6-e1506273161937.jpeg\"><em>di Franca Alaimo<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/09\/download-6-e1506273161937.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"blazy size-full wp-image-160 alignleft\" src=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/themes\/newsmag\/assets\/images\/picture_placeholder_list.jpg\" data-src=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/09\/download-6-e1506273161937.jpeg\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"151\" \/><noscript><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-160 alignleft\" src=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/09\/download-6-e1506273161937.jpeg\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"151\" \/><\/noscript><\/a>Il rapporto fra me e Ignazio \u00e8 stato per moltissimi anni, giusto per agganciarmi al titolo di una sua recente raccolta di racconti, \u201ca maglie larghe\u201d. L\u2019ho incontrato o, meglio, visto, nel 1989, in occasione di un recital di poesie organizzato a Marausa, in quel di Trapani, dall\u2019ormai sopravvissuto a se stesso Antigruppo siciliano. Dall\u2019alto di una torre Ignazio\u00a0 recit\u00f2 una sua poesia che mi fece una grande impressione, perch\u00e8 mi giunse all\u2019orecchio come una fresca, scoppiettante, quanto ineffabile cascata di suoni.<br \/>\nIn seguito l\u2019ho intravisto in occasione di qualche serata letteraria, ma mai ebbi modo di avere uno straccio di dialogo con lui, impegnato a parlare amabilmente con altri. Io seguivo, intanto, una mia strada: altri incontri, altri esperienze; ma i molti amici comuni di tanto in tanto mi parlavano di lui e di quello che faceva: mi raccontavano che Apolloni e la moglie Vira, durante i loro soggiorni in questa o quella citt\u00e0, solevano scrivere poesie sulle tende degli alberghi, sui tovaglioli di carta, sui tavoli,\u00a0 che si erano fatti dipingere tutti i muri della loro casa, che erano, forse, un po\u2019 matti; che lui scriveva favole illustrate dal portiere dello stabile in cui abitava e abita in via Trinacria; che non si dava tregua nel mostrare le meraviglie della singlossia.<br \/>\nIo rafforzavo la mia prima impressione di lui: inafferrabile, misterioso e extra-vagante.<br \/>\nPoi pochi mesi fa, complice una telefonata fattami per reperire testimonianze intorno allo scomparso scrittore ed amico comune Terminelli\u00a0 sul quale si pensa di pubblicare un libro, le maglie larghe del nostro rapporto si infittiscono; lui mi regala i suoi libri, io scrivo quel che ne penso; lui mi legge, si sorprende e ci accorgiamo che abbiamo \u201clana\u201d sufficiente per un golfino a trama pi\u00f9 stretta.<br \/>\nTutte le persone mi incuriosiscono; pi\u00f9 che mai gli scrittori e, pi\u00f9 ancora, gli scrittori che lasciano sulla carta tracce inequivocabili di intelligenza ed originalit\u00e0. E leggere i libri di Apolloni mi diverte, mi spiazza, mi getta in uno spazio-tempo \u201cin vero simile\u201d, mi fa navigare tra realt\u00e0 e fabula, fra verit\u00e0 e sogno; condivido con lui l\u2019odio-amore per la citt\u00e0 di Palermo; citt\u00e0\u00a0 da cui vorrei come lui fuggire, spazio a cui sempre finisco con il tornare coltivando improponibili desideri di mutamento nel suo modo d\u2019essere e di farci vivere.<br \/>\nMa mi accorgo che la cosa che pi\u00f9 mi affascina \u00e8, come gi\u00e0 mi era capitato la prima volta in cui lo avevo sentito recitare, la lingua di Apolloni: mobile, ironica, veloce, frizzante, originale, giocata su pi\u00f9 registri lessicali e perfino linguistici. Nei suoi testi, infatti, espressioni colte convivono con altre del parlato, parole morte o agonizzanti con altre fresche di conio;\u00a0 \u00e8 abbondante\u00a0 la presenza dell\u2019inglese, ma non mancano le citazioni dal francese; e soprattutto, si ha l\u2019impressione che la lingua giochi a prendersi un po\u2019 in giro, che parli di s\u00e9 come dandosi delle pacche sulle proprie ossa: la sintassi, per esempio, l\u2019organizzazione dei contenuti, il lessico, l\u2019uso dei generi, tutti scavalcati, mescolati, usati per la gioia del narrare di s\u00e9, di altri, del reale, dell\u2019irreale, di altro.<br \/>\nMi chiedo da quali radici familiari, da quali esperienze, da quali incontri, insomma attraverso quali alchimie sia venuto fuori un personaggio come Apolloni.<br \/>\nIl 27 maggio scorso ho l\u2019occasione di parlare con uno dei pi\u00f9 affettuosi amici di Ignazio: l\u2019artista Sucato,\u00a0 di ritorno\u00a0 a Palermo da Trapani, dove ci siamo ritrovati insieme a quanti hanno conosciuto ed apprezzato Nat Scammacca per una serata commemorativa in suo onore<br \/>\nSucato racconta e ricorda con precisione di particolari l\u2019organizzazione delle sue prime mostre e manifesta apertamente la sua gratitudine ad Apolloni, che non ha esitato a finanziarle personalmente. Questa cosa mi sembra davvero incredibile: un artista palermitano tanto magnanimo come, che so?, quel Mecenate d\u2019et\u00e0 augustea, come un Signore rinascimentale; e, soprattutto, da\u00a0 dimenticare, come noto dalla faccia stupita di Apolloni, di avere svuotato le proprie tasche per dare soccorso concreto ad un\u00a0 artista, come si dice, emergente?<br \/>\nMa chi \u00e8 questo Ignazio Apolloni? Devo saperne di pi\u00f9.<br \/>\nEd \u00e8 cos\u00ec che Ignazio diventa il mio oggetto di indagine preferita da parecchi giorni; indagine che, in verit\u00e0, non si rivela cos\u00ec difficile. Gli chiedo, infatti, se posso fargli, <a href=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/09\/download-7.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"blazy size-full wp-image-161 alignright\" src=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/themes\/newsmag\/assets\/images\/picture_placeholder_list.jpg\" data-src=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/09\/download-7.jpeg\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"263\" \/><noscript><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"161\" data-permalink=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/download-7\/\" data-orig-file=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/09\/download-7.jpeg\" data-orig-size=\"191,263\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"download (7)\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/09\/download-7.jpeg\" data-large-file=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/09\/download-7.jpeg\" class=\"size-full wp-image-161 alignright\" src=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/09\/download-7.jpeg\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"263\" \/><\/noscript><\/a>diciamo cos\u00ec, un\u2019intervista, e lui si mostra subito (lo immaginavo!) d\u2019accordo. Ci incontriamo nella sua bella casa: Ignazio parla volentieri di s\u00e9,e anche molto, ma sempre senza autoesaltazione, senza sfinire l\u2019interlocutore a cui riserva ampi spazi d\u2019ascolto partecipe. Seconda virt\u00f9 rarissima: mi dico, mentre mi ascolta.<br \/>\nCos\u00ec, man mano che Ignazio parla di s\u00e9, la mia mente e, qualche volta, la mano annotano; quest\u2019ultima i nomi soprattutto, che mi sfuggono sempre deformandosi ridicolmente nella mia memoria troppo affollata.<br \/>\nEd ecco che la sua biografia mi svela, pi\u00f9 che i fatti, oltre i fatti, la qualit\u00e0 di un esistere che ha avuto tre caratteristiche fondamentali: la mobilit\u00e0 nello spazio, la ricchezza degli incontri e degli affetti, la volont\u00e0 di essere unicamente, largamente, generosamente se stesso.<br \/>\nPalermo, Reggio Calabria, Torino, Roma, Parigi, New York, Los Angeles le citt\u00e0 della sua vita: l\u2019infanzia, l\u2019adolescenza, gli amori, gli studi ; gli anni del fascismo, la fuga dalla politica italiana e la nostalgia della famiglia emigrata\u00a0 in America; l\u2019anima diversa ma condivisa della lingua inglese, la professione di insegnante, i fatti di Berkeley nel \u201963; e poi il ritorno nel 1965 a Palermo, l\u2019iscrizione al Partito Socialista e da qui l\u2019esperienza di una scrittura messa a servizio, negli anni pi\u00f9 caldi, dell\u2019impegno politico.<br \/>\nGli incontri sono stati molti e determinanti: coetanei ed adulti nell\u2019ambiente chiuso e provinciale di Reggio Calabria,\u00a0 l\u2019alta borghesia\u00a0 romana prevalentemente fascista, donne di varia personalit\u00e0 ed educazione intellettuale e religiosa, i\u00a0 molti amici frequentati durante il soggiorno\u00a0 americano, strumenti preziosi di conoscenza e comprensione di una societ\u00e0 multietnica, efficientemente democratica, proprio perch\u00e9 coacervo di idee e scontri; e tra questi amici, molti attori\u00a0 e cineasti dell\u2019ambiente cinematografico hollywooddiano, molti ebrei emigrati.<br \/>\nC\u2019\u00e8 bisogno d\u2019altro per capire da dove vengano fuori certi suoi racconti sull\u2019allucinata incapacit\u00e0 comunicativa dei suoi personaggi di razze e\/o lingue diverse, e i suoi pasticci verbali e i molti spazi in cui le vicende si ambientano, e la deformazione fantastica subita da persone, luoghi, eventi?<br \/>\nE per giustificare tutti quei registri narrativi che si mescolano a volte con esiti esilaranti? Pulci e Peter Sellers, Cervantes e Conan Doyle e molti, molti altri artisti di ogni spazio e tempo\u00a0 si danno, infatti, appuntamento sulla scena narrativa di Apolloni con le loro tipicit\u00e0 ed umori letterari.<br \/>\nMa senza dubbio sono state le radici di Ignazio a fare crescere la sua pianta inusuale: i nonni, uno marchigiano e l\u2019altro siciliano; il primo generosissimo, che gestisce il denaro per la gioia conviviale e per il gusto di godere il sapore intero della vita: lavoro, famiglia, amici, divertimento. L\u2019altro ricco, ma di una ricchezza che si traduce in accumulo di propriet\u00e0, severo, in qualche modo padre padrone, ma amante della musica, tanto che un po\u2019 tutti in famiglia suonano un qualche strumento, frequentano i teatri. Anche questa volta lo scontro fra due modi diversi di sentire la vita, e due ritmi verbali e spirituali contrapposti.<br \/>\nIl pap\u00e0 \u00e8 un mangiapreti, antifascista, orgoglioso, puntuale, bravissimo nel campo del lavoro, diventato, dopo uno sciopero, organizzato dagli operai\u00a0 ai Cantieri Navali di Palermo, nel 1917, e represso con la forza , un accanito sindacalista. Egli \u00e8 un affabulatore di s\u00e9 e della propria vita che racconta al figlio Ignazio giovinetto, senza saper quanto tutto ci\u00f2 diventi\u00a0 in lui mito, e cio\u00e8 forma del sentire e del vedere la realt\u00e0 e la\u00a0 societ\u00e0.<br \/>\nDue risposte di Ignazio mi colpiscono. La prima segue alla domanda: \u201cPerch\u00e9 scrivi?\u201d. Mi risponde: \u201cLa scrittura \u00e8 una cosa squisitamente genetica\u201d e mi parla con ammirazione della cultura ebraica che educa tutti alla lettura della Torah e alla meditazione sulla lingua, e da l\u00ec vien fuori tutto un disquisire sullo scientismo e l\u2019evoluzionismo e la Ragione. Conclude che la scrittura \u00e8 presente nel DNA di ogni buon scrittore.<br \/>\nL\u2019altra risposta, ancora pi\u00f9 interessante, \u00e8 data alla mia domanda. \u201cChe cos\u2019\u00e8 per te la lingua?\u201d<br \/>\nPerch\u00e9 Ignazio parla a questo punto dell\u2019insufficienza della lingua, di parole gabbia, che negano il futuro, di limiti definitori, di strettoie da evitare; e ho nella memoria la sua tessitura verbale, il suo sconfinare dai generi, dall\u2019ordine sintattico, dagli esiti troppo scontati; ho in mente molti suoi racconti che non hanno un vero e proprio finale, che lasciano spazio all\u2019immaginazione, al dubbio del lettore. Soprattutto mi spiego perch\u00e9 egli abbia operato prima a favore della poesia visiva, maestro Eugenio Miccini, e in seguito, superandola, a favore della singlossia, teorica la semiologa Apicella, nell\u2019intento di moltiplicare nel pi\u00f9 alto numero possibile, i linguaggi, che \u00e8 come dire rappresentare da molteplici punti di vista l\u2019uomo, la realt\u00e0, il loro rapporto.<br \/>\nDa qui a immaginare, come poi dice, una societ\u00e0 senza strutture il passo \u00e8 breve. E senza strutture non vuol dire senza etica, essendo per Ignazio l\u2019etica piuttosto una libera adesione al bene senza costringimenti, senza sovrastrutture religiose, senza fanatismi o ideologismi, cosa che assicurerebbe, a suo parere, pace, tolleranza, libera convivenza.<br \/>\nLa nostra conversazione, quindi, ritorna alla citt\u00e0 di Palermo, dove risiede ormai dal \u201965 e non pu\u00f2 non cadere sull\u2019Antigruppo e sul ruolo da lui esercitato sulla sua nascita e sul suo sviluppo.<br \/>\nIgnazio ricorda volentieri la sua attivit\u00e0 politica come militante del Socialismo, gli incontri con Nino Buttitta, Giacinto Lentini e, dopo il \u201968 francese, l\u2019arrivo a Palermo del presidente dell\u2019ARCI dell\u2019Emilia, che lo invita ad aprire una sezione a Palermo, che in effetti trova la sua sede in via Mariano Stabile. Qui verranno a trovarlo Nat Scammacca, Crescenzio Cane e Pietro Terminelli che vogliono alzare la loro voce di protesta contro i gruppi intellettuali dominanti a favore di una letteratura comprensibile alla classe proletaria.<br \/>\nSaranno organizzati da lui molti recital di poesie, distribuiti ciclostilati, promosse manifestazioni di piazza e la poesia murale; ad Ustica per cominciare e, successivamente, nelle Camere del Lavoro di vari paesi e citt\u00e0 siciliane. Il modello \u00e8 il poeta russo Majakovskij. \u00c8 nato cos\u00ec l\u2019Antigruppo a cui molti si interesseranno: Melo Freni, Sciascia, Danilo Dolci, Roversi, Mariella Bettarini, Zagarrio,il regista Zavattini; e, ancora, Rolando Certa, Santo Cal\u00ec, Gianni Decidue, Ignazio Navarra, Carmelo Pirrera e tanti altri. Nell\u2019anno 1973 l\u2019Antigruppo presenta, in occasione del Convegno Nazionale degli Scrittori a Bologna una ponderosa Antologia in due volumi che racconta la storia dell\u2019Antigruppo e pubblica testi in linea con il movimento.<br \/>\nMa l\u2019Antigruppo ha molte anime, tenute insieme spesso soltanto in nome di una teorizzata tolleranza: sicch\u00e9 dopo gli anni \u201870 la sua carica eversiva pu\u00f2 dirsi terminata, pur continuando ciascuno dei suoi componenti un suo percorso. Il recital di Marausa, nel 1989, a cui pure io partecipo e durante il quale conosco, come dico all\u2019inizio di questa mia, Ignazio Apolloni \u00e8 la celebrazione della sua fine. A me comunque serv\u00ec per stringere una bella e feconda amicizia con Nat Scammacca e Pietro Terminelli e per ritrovare, trascorsi lunghi anni, Ignazio.<br \/>\nMentre parlo con lui, durante qualche pausa (il telefonino, infatti, squilla pi\u00f9 volte), guardo la sua casa; quella casa tante volte descrittami da altri. Cos\u2019ha di speciale? Niente, se per\u00f2 sovviene che \u00e8 la casa di Ignazio Apolloni; nel senso che ne rispecchia la vitalit\u00e0, la fantasia, l\u2019amore per la vita ( \u201cIo non ho mai scritto la parola\u00a0<em>morte<\/em>\u201d, \u00e8 una delle sue affermazioni pi\u00f9 curiose), la naturale disposizione alla singolarit\u00e0: alcune pareti sono affrescate da Salamone e da Zito; i collages, i disegni sono per lo pi\u00f9 di Zito, le porte, le sculture in legno + chiodi ed altri insoliti materiali sono di Sucato: una testimonianza dunque della sua capacit\u00e0 di sentire ed operare in perfetta sintonia con gli altri, della sua inclinazione a valorizzarli, ad aprire loro i suoi spazi privati.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Tu9YSj1AkLI\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Tu9YSj1AkLI<\/a><br \/>\nIgnazio mi aveva invitato qui a parlare del suo ultimo libro;\u00a0<em>L\u2019amour ne passe pas<\/em>; ma, dopo la nostra chiacchierata mi \u00e8 venuto in mente che potevo, invece, assumermi il compito di presentare l\u2019uomo e lo scrittore in modo pi\u00f9 completo e ravvicinato di quanto possa fare una qualsiasi, pur completa bio-bibliografia.<br \/>\nE tuttavia voglio dire qualcosa di questa ultima opera\u00a0 di Apolloni, proprio perch\u00e9 essa ha attinenza\u00a0 con quanto \u00e8 stato detto fino adesso del suo scrittore. Per esempio la scelta delle destinatarie: non solo italiane, ma francesi, americane, inglesi, spagnole nel segno di una cultura internazionale; non solo donne storicamente vere, ma anche eroine mitologiche o dei fumetti o della letteratura, nel segno dell\u2019amore per la fantasia, l\u2019immaginazione e la favola; e non solo donne per una sorta di galanteria maschile che rende omaggio alla femminilit\u00e0 e alla bellezza, ma soprattutto per desiderio di liberarle da ogni pregiudizio etico e sociale, nel nome di un impegno per una societ\u00e0 migliore senza barriere di alcun tipo. E per finire. In questa, come nelle sue opere precedenti, c\u2019\u00e8 un\u2019ironia frizzante, un esercizio della lingua come ludus e come inventio, un\u2019attenzione all\u2019ascolto dell\u2019intima essenza di ogni personaggio, un tono che giocosamente affronta temi seri.<br \/>\nQuando non si danno differenze fra l\u2019uomo e lo scrittore, siamo davanti ad un\u2019operazione letteraria vera; siamo davanti ad una persona intera.<br \/>\nGaleotto fu il libro\u2026ossia quello a maglie larghe che ha fatto passare sentimenti d\u2019amicizia e di affinit\u00e0 intellettuali fra me ed Ignazio.<\/p>\n<p><em>Pubblicato su Oggi 7, settimanale di America Oggi, edizione del 13 Gennaio 2008, pag. 20, con il titolo \u201cApolloni, chi \u00e8 costui\u201d?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>di Giuseppe Luigi Coluccia<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ignazio Apolloni&#8230; D\u2019amore e di silenzio<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Un po\u2019 alla volta, la curiosit\u00e0 \u00e8 cessata, la forma diviene dominante.<\/p>\n<p>Con\u00a0<em>Pensieri minimi e massimi sistemi<\/em>\u00a0(2012), Ignazio Apolloni si \u00e8 imposto a Palermo e in Sicilia,\u00a0\u00a0ha\u00a0varcato poi l&#8217;isola nello spazio nazionale. Basta poco, e si \u00e8\u00a0davanti a uno scrittore che crea situazioni d\u2019amore nel cui confronto \u2013 con Vira (Elvira) Fabra \u2013 c\u2019\u00e8 il massimo protendersi interiore e intellettuale del narratore, saggista, poeta, scienziato, meno metafisico di quel che si\u00a0pensi.\u00a0\u00c8 confermata la percezione di uno scrittore che crede nella parola come crede nell\u2019amore.\u00a0Procedo con questa cadenza, l\u2019evidenza dell\u2019amore di Vira,\u00a0la ricerca supplice \u2013 quasi silente \u2013\u00a0dell\u2019innamorato Ignazio. Se devo commentare la dedica dell\u2019autore sulla copia che mi ha donato, mi sorprende che in quelle parole mi sia chiesto cosa penso di \u201cNiusia\u201d e dell\u2019autore. Ebbene, sono pronto a dire la mia sui\u00a0<em>Pensieri minimi e massimi sistemi<\/em>, quasi includendo per via il romanzo\u00a0<em>Nius\u00eca\u00a0<\/em>(2012).\u00a0Alcune note sono di obbligo.<\/p>\n<p>Ignazio conosce Vira nel 1967, tornando dagli Stati Uniti; e Vira \u00e8 piemontese. A Palermo nasce l\u2019Antigruppo di Ignazio, ma Vira \u00e8 moderata, \u00e8 intellettuale, sensibile alla cultura,\u00a0ha un debole per la narrativa d\u2019amore; sua passione\u00a0sono la filosofia, la estetica e la critica d\u2019arte. Il libro\u00a0<em>Cartesio un filosofo da amare<\/em>, fa capire la reciprocit\u00e0 intellettuale tra Vira e Ignazio, il quale\u00a0 riconosce che in passato abbia\u00a0scritto lettere d\u2019amore \u2013 come\u00a0<em>L\u2019amour ne passe pas, Lettres d\u2019amour \u00e0 moi m\u00eame, Voyage autour de la femme<\/em>. Vira ha in Franca Alaimo una vera amica, la quale \u00e8 immersa nella sua cultura. Ignazio \u00e8 compreso della vita\u00a0coniugale con questa Vira, cui dedica tempo e pensieri, semplicit\u00e0, e fatti quotidiani di estrema piccolezza, e in questo \u00e8 la loro vita felice. Anzi, da questo momento viene a fiorire una vita sentimentale. E Ignazio ha solo lei, Vira. Il resto del mondo non conta pi\u00f9.<\/p>\n<p>Aprendo il libro, si ha la originale introduzione di Franca Alaimo. Scrive Ignazio: \u201c<em>Mi rallegra il pensare che tu (Vira) avevi vinto la lotta con la fine, rimanendo integra e bella, fotogenica e con espressione al limite della felicit\u00e0 fino all\u2019ultimo istante<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Di queste osservazioni il volume \u00e8 pieno,\u00a0in ogni nota o frammento che l\u2019autore scrive, si apre un orizzonte vasto in cui letteratura, film, scrittori e poeti di ieri e di oggi, scienze astronomiche, fisiche, naturali e naturalistiche, la stessa chimica entra in campo, con rilievi e commenti incisivi che almeno verso la fine la presenza o la nota per Vira \u00e8 immancabile. A volte con date precise, a volta senza. Ed \u00e8 un trionfo per l\u2019innamorato Apolloni,\u00a0una continua grazia di cortesia per Vira, che quasi sempre recepisce e commenta con interventi appropriati e riverberanti una cultura aperta e semplice a un tempo. \u201c<em>Sei grande<\/em>\u00a0<em>anche per me<\/em>\u201d, dice Ignazio. L\u2019abbiamo ritenuto poeta scrittore e scienziato \u2013 se vogliamo approfondire questa ampia cultura, io vedo in Ignazio pi\u00f9 di Aristotele che di Platone. E le sue aperture mentali non tengono conto, a esempio, del fascismo, della monarchia, e della Chiesa di Roma \u2013 aspramente criticati da lui \u2013 per ricadere sul campo della ricerca libera, spontanea con ironia e buon senso sempre. A livello di linguaggio, con la\u00a0\u201csinglossia\u201d \u00e8 stato capace di aprire sentieri nuovi alla ricerca poetica e filologica, linguistica, letteraria, fiabesca.\u00a0Gli scritti sono vari, e tutti pongono gravi interrogativi al sapere collettivo, divulgativo, popolare.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 di Palermo sa ormai\u00a0di Ignazio Apolloni, conosce gli scritti, ne apprezza i giudizi.\u00a0Egli nota la delusione di Vira, ne ricorda i romanzi\u00a0<em>Siamo soli, Molte migliaia di anni fa uccidemmo la scienza, Inciviliti dalla scienza o divorati dai cannibali,<\/em>\u00a0parla di Roberto Saviano, di Cartesio. Riporto questo pensiero di Ignazio: \u201c<em>Alla logica della ragione, alla coscienza dell\u2019Ego cogito di Cartesio, Pascal aveva contrapposto quella del cuore che a sua volta ha spinto Heidegger ad affermare che<\/em>\u00a0<em>tutto scaturisce appunto dalla parte pi\u00f9 invisibile\u00a0 e interiore\u00a0 del cuore.\u00a0<\/em><em>Tu hai trattato tutti e tre\u00a0questi filosofi, ripetutamente citandoli come dei grandi; cercando di conciliare logica, ragione, fede e cuore. Peccato per quel certo Heidegger. Con la sua filosofia protonazista<\/em>&#8230;\u201d. E menziona altro saggio di Vira:\u00a0<em>Ultimi tattili ai margini della memoria<\/em>. Nel commento di Ignazio la nota: \u201c<em>Ho sempre procrastinato la lettura del testo di Coelho in quanto, come sai, le problematiche religiose mi sono estranee&#8230; Dicono di una felicit\u00e0 nello starmi accanto\u00a0<\/em>\u2013<em>\u00a0e io accanto a te sebbene a volte distante perch\u00e9 preso dal turbine della creativit\u00e0 a ogni costo: quella che magari fa uscire fuori di senno e conduce talvolta al suicidio per la mancanza di risposte al cogito<\/em>\u201d. E\u00a0Ignazio parla anche di\u00a0<em>Favolette<\/em>, e Vira ne tiene il commento. Si passa nel problematico, cio\u00e8 alla scienza spaziale e astronomica; e Ignazio prova il suo commento: \u201c<em>Giorno verr\u00e0, direbbe il poeta, che tu sarai\u00a0 prelevata dall\u2019oblio; una tua particella\u00a0<\/em>\u2013<em>sia mnemonica o di altro tipo\u00a0<\/em>\u2013<em>\u00a0sar\u00e0 chiamata a illuminare stelle morte o morenti. Sar\u00e0 la mia vendetta, la mia maledizione nel ciclo dell\u2019informe senza storia, alta ricerca di un\u2019anima che non avevo, che nessuno ha mai avuto: che non esiste<\/em>\u201d. E le avanguardie sono valutate secondo la misura classica, e pesa su di loro la riserva o l\u2019epoch\u00e9. In una parola, il vicolo senza via d\u2019uscita. Se poi guardiamo la realt\u00e0, ci appare reale o fantastica, secondo la moda. E pensando a Vira, egli annota: \u201c<em>Avevi bisogno di essere sempre rassicurata dalla presenza accanto a te dell\u2019uomo della tua vita, significativamente rimasto solo io&#8230; Se sapessi, nemmeno pi\u00f9 sui muri si scrive la parola Amore. Niente pi\u00f9 messaggi del tipo<\/em>\u00a0<em>Mary ti amo<\/em>\u00a0<em>lasciato da mani inesperte, ma eloquenti di un\u2019et\u00e0 che ancora<\/em>\u00a0<em>non ha conosciuto la ragione. Pare che al muro si\u00a0sia sostituito\u00a0il telefonino&#8230; Gli occhi non dicono, il cuore non palpita nel sentirsi sfiorare le labbra o le nocche. Cosa resta perci\u00f2 del fogliame del passato se non un tronco spoglio, intirizzito<\/em>\u201d. Si pensa alla Scala di Milano, dove impera Emma Dante, ma poi le cose cambiano come i sentimenti, come il cuore. Le donne del passato sono cosa sbiadita davanti a Vira interamente presente: \u201c<em>Ti ho amato,\u00a0<\/em>dice Ignazio<em>. Posso avere avuto qualche torto, e lo confesso. Mi nobilita per\u00f2 ai miei stessi occhi la dicitura di una frase lasciata su una busta contenente alcuni miei messaggi affettuosi, di ritorno o prima della partenza per un qualche viaggio o per qualche festivit\u00e0. Essa dice: Incredibili lettere d\u2019amore: fotocopia\u00a0per Ignazio che \u00e8 impossibile non amare\u201d<\/em>. E ricorda l\u2019Opium, il profumo di Vira, che faceva ben due docce al giorno.<\/p>\n<p>Ma le cose cambiano. E Ignazio \u00e8 triste per Vira che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u201c<em>Mi rattrista pensare che non ci sei pi\u00f9, osserva Ignazio, mi rallegra per\u00f2 sapere che c\u2019\u00e8 ancora chi si ricorda di te&#8230; Ti \u00e8 bastato un mio biglietto, poche parole, dietro cui tuttavia c\u2019era la stima pi\u00f9 profonda di un marito per la sua donna: la quale aveva deciso di vivere tutti i suoi possibili anni insieme a lui<\/em>\u201d. Gli interessi e le curiosit\u00e0 dell\u2019autore sono tali e tante che egli entra nell\u2019alta tecnologia come entrerebbe nel discorso filosofico, nella cultura umanistico-rinascimentale. Scrittori di oltre<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"blazy size-full wp-image-160 alignright\" src=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/themes\/newsmag\/assets\/images\/picture_placeholder_list.jpg\" data-src=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/09\/download-6-e1506273161937.jpeg\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"151\" \/><noscript><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"160\" data-permalink=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/download-6\/\" data-orig-file=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/09\/download-6-e1506273161937.jpeg\" data-orig-size=\"195,151\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"download (6)\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/09\/download-6-e1506273161937.jpeg\" data-large-file=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/09\/download-6-e1506273161937.jpeg\" class=\"size-full wp-image-160 alignright\" src=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/09\/download-6-e1506273161937.jpeg\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"151\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>oceano \u2013 americani soprattutto \u2013 ma anche europei, russi, italiani seguono le sue riflessioni, sono citati e a volte commentati. Ma l\u2019interesse di Ignazio \u00e8 soprattutto per la scienza: cita\u00a0Einstein, alcuni artisti, parte dalla Sicilia e vi ritorna, ai ricordi americani associa il presente, l\u2019attualit\u00e0, il dettaglio, la piccolezza, la semplicit\u00e0, la isola divina. Esalta la lettura, il libro rivelatore, la saggistica. Egli ammira\u00a0la donna \u2013 Vira e le altre. Dice: \u201c<em>Un homme qui lit en vaut deux<\/em>:\u00a0<em>Io per\u00f2 aggiungerei<\/em>:\u00a0<em>Mais\u00a0<\/em><em>une femme qui l<\/em><\/p>\n<p><em>it en vaut au moins trois<\/em>.\u00a0<em>Ovvio, essendo che in questo momento sto pensando a te<\/em>\u201d. In confidenza, leggiamo questo altro passo di Ignazio: \u201c<em>Ho voluto tenere tutto per me. Adesso lo divido con chi mi ha dato tanto amore; la sua stima; il suo apprezzamento per ci\u00f2 che andavo realizzando. Non sono stato bravo a parlartene in vita. Lo faccio adesso, sicuro della tua risposta via etere, affinch\u00e9 chiunque altro nell\u2019Universo senta<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Quarantadue\u00a0anni con Vira sono gi\u00e0 una vita, ma Ignazio sa di aver sposato un\u2019altra, e poi, grazie al divorzio, ha avuto il dono luminoso di Vira Fabra, che gli ha dato tutto in sapere, in arte, in amore, nella cultura, nelle piccolissime cose. Ho letto la lettera autografa di Franca e Carlo Bologna; ne condividoil pensiero e il sentimento. Il volume di Ignazio,\u00a0<em>Pensieri minimi e massimi sistemi,<\/em>\u00a0si presenta complesso, divulgativo, semplice anche, ma pi\u00f9 spesso i suoi frammenti presi da vari testi lasciano pensare alla intensit\u00e0 di una vita spesa interamente nella cultura, nella critica, nella linguistica. La sua testimonianza abbraccia quasi un secolo, ma la celebrit\u00e0 di Ignazio Apolloni supera i confini di Italia, \u00e8 europea, forse mondiale. Ci sarebbe tanto da dire ancora, ma mi fermo qui. A Palermo \u00e8 attiva da anni\u00a0la Fondazione Apolloni-Fabra.<\/p>\n<h1 class=\"entry-title\">ANTIGRUPPO INTERGRUPPO SINGLOSSIE<\/h1>\n<div class=\"entry-content\">\n<p><strong>ANTIGRUPPO INTERGRUPPO SINGLOSSIE \u00a0<\/strong><strong><em>TRA IDOSEMANTICO E FONOSEMANTICO: LA SINGLOSSI<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nel presentare in questa occasione \u2013 e in questa sede \u2013 una RIVISTA che per necessit\u00e0 e immediatezza di comodo possiamo definire letteraria o di varia letteratura, occorre informare subito i presenti che non si tratta in questo caso di una pubblicazione nata ora e di cui si vuol proporre il primo numero che annuncia il susseguirsi di una serie, secondo il progetto e il destino editoriale coltivato dal suo ideatore.\u00a0Questa rivista \u00e8 nata e vive da parecchi anni. L\u2019ha fondata Ignazio Apolloni che, in collaborazione con Pietro Terminelli, l\u2019ha condotta su tracciati della ricerca e della sperimentazione poetica calata in due distinti versanti, di elaborazione e di scrittura. Uno votato al ribaltamento linguistico e sintattico del verso costruito su una successione di impatti lessicali rispetto alla \u201ctradizione\u201d della\u00a0<em>parola<\/em>, del suo codice semantico, ora sempre pi\u00f9 incalzato negli slegamenti di significato e di senso \u2013 e perci\u00f2 stesso parola poetica spesso altamente cadenzata nel suo flusso concettuale, nei suo eventi analogici, come nei suoi improbabili raccordi (cos\u00ec in Terminelli, per esempio). Una ricerca poetica, per\u00f2, ancora basata sulla\u00a0<em>linearit\u00e0<\/em>, sulla orizzontalit\u00e0 del rigo che organizza lo spazio della pagina snodandosi, appunto, nell\u2019ordine del verso.\u00a0L\u2019altro versante, invece, totalmente ri-versato nella liberalizzazione verbo-visiva dell\u2019ingrediente poetico dislocato nel supporto della pagina o altrove, in altri siti catturabili dall\u2019occhio, come diremo.\u00a0Queste due componenti della ricerca poetica, l\u2019una ancora di scrittura lineare e l\u2019altra insubordinata nell\u2019utilizzazione di segni, segnali, immagini e parole, sono state registrate e comunicate negli anni precedenti dal lungo ciclo di questo stesso periodico che, con la testata di \u201cINTERGRUPPO\u201d, ha ospitato di volta in volta esempi tra i pi\u00f9 rappresentativi della sperimentazione e della ricerca poetica dei nostri giorni, affermandosi presto anche a livello internazionale.\u00a0Senonch\u00e9, assecondando la propria vocazione, sia di teorico che di operatore in questo campo \u2013 e ritenendo inoltre che, rispetto alla poesia lineare, quella verbo-visiva \u00e8 stata capace di fornire ulteriori e pi\u00f9 interessanti sbocchi \u2013 Ignazio Apolloni ha operato una scelta decisiva, privilegiando, con l\u2019uscita e la presentazione di questo nuovo numero, il versante pi\u00f9 congeniale, aggiungendo cos\u00ec alla precedente testata di\u00a0<a class=\"cboxElement\" title=\"Rivista INTERGRUPPO N\u00b0 8 Palermo 1976\" href=\"http:\/\/www.calogerobarba.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2013\/04\/8.jpg\" rel=\"lightbox[2346]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"blazy alignright size-thumbnail wp-image-2353\" title=\"Rivista INTERGRUPPO N\u00b0 8 Palermo 1976\" src=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/themes\/newsmag\/assets\/images\/picture_placeholder_list.jpg\" data-src=\"http:\/\/www.calogerobarba.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2013\/04\/8-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><noscript><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-2353\" title=\"Rivista INTERGRUPPO N\u00b0 8 Palermo 1976\" src=\"http:\/\/www.calogerobarba.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2013\/04\/8-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/noscript><\/a>INTERGRUPPO la definizione specifica di INTERGRUPPO SINGLOSSIE.\u00a0In tal modo, la continuit\u00e0 ideologico-poetica o letteraria che ne ha fondato l\u2019apparizione rimane; rimane di essa la forte carica delle motivazioni culturali attestate sui pi\u00f9 attuali bisogni di amplificazione della conoscenza rispetto anche ai generi espressivi che si vogliono praticare. Ci\u00f2 che non cambia ma viene ulteriormente ricercato e approfondito \u00e8, come si \u00e8 detto, l\u2019uso dei segni, segnali, immagini, parole che, nel loro costituirsi in ambiti della sperimentazione poetica prodotta dalle neoavanguardie, si sono via via formalizzati in termini di \u201cPoesia visiva o tecnologica\u201d, \u201cPoesia concreta\u201d, \u201cSinglossica\u201d e, infine, di \u201cNuova scrittura visuale\u201d.\u00a0All\u2019origine di questa poetica complessiva e del suo coerente divenire, esiste il presupposto secondo cui una rapida rivoluzione tecnologica ha spinto gli avvenimenti verso una soluzione retinica in senso mediato: l\u2019organo della vista \u00e8 stato addirittura potenziato, ma un inconscio collettivo nutrito di segni alla seconda potenza ha chiesto all\u2019artista di produrre soprattutto \u201csegni in forma di scrittura\u201d. Parola e immagine si sono statuariamente poste, pertanto, come protagoniste della creativit\u00e0 contemporanea, facendo coincidere le modalit\u00e0 del loro rapporto esattamente con la funzione dell\u2019immaginario (l\u2019artisticit\u00e0 o l\u2019esteticit\u00e0 di una volta).\u00a0Cos\u00ec, la\u00a0<em>poesia visiva o tecnologica<\/em>, fatta di figurazioni e di parole, annulla la dicotomia fra\u00a0<em>civilt\u00e0 della scrittura<\/em>e\u00a0<em>civilt\u00e0 dell\u2019immagine<\/em>, cosicch\u00e9 sia l\u2019una che l\u2019altra sembrano destinate a coesistere e semmai \u00e8 riscontrabile una tendenza alla sovrapposizione, nel senso che ci\u00f2 che \u00e8 visivo tende a farsi anche\u00a0<em>discorsivo<\/em>\u00a0(ma non necessariamente descrittivo), e ci\u00f2 che \u00e8 discorsivo tende ad assumere anche un aspetto\u00a0<em>visivo<\/em>.\u00a0La poesia definita concreta, non riproduce pi\u00f9, a sua volta, il senso semantico o il senso estetico dei suoi elementi, ad esempio le parole, con la consueta stesura di contesti ordinati linearmente e grammaticalmente, ma gioca su possibili nessi di superficie. Essa ora appartiene alla teoria\u00a0<em>testuale<\/em>, un campo della moderna estetica, la quale si occupa degli \u201coggetti rappresentati da parole\u201d (poesia) e comprende nelle sue indagini anche gli \u201coggetti di disegno\u201d, la grafica pubblicitaria, per esempio. Ma l\u2019ambito che contiene questa coesistenza \u2013 occorre aggiungere a questo punto \u2013 conserva ancora una matrice poetica di tipo idealistico, anche se, come abbiamo detto, essa si esplica e rifonda un modello \u201caltro\u201d di poesia. Parliamo, appunto, della citata\u00a0<em>Poesia visiva<\/em>\u00a0e Concreta, e questa\u00a0<em>remora<\/em>\u00a0ha finito per costituire un limite e la necessit\u00e0 di un suo superamento. Si arriva cos\u00ec alla pi\u00f9 recente operazione del linguaggio ideativo acutamente e risolutivamente teorizzato, praticato e sostenuto dalla compianta Rossana Apicella, attraverso le ipotesi e i postulati della\u00a0<em>Singlossia<\/em>, dove il\u00a0<em>visivo<\/em>\u00a0e il\u00a0<em>verbale<\/em>\u00a0non possono essere scissi. Un linguaggio di ricerca e di riscontro, di attuazione non soltanto sulla pagina del libro o su qualsiasi altra superficie fissa, ma praticabile dovunque, soprattutto negli scenari urbani. Una ricerca, come precisava la stessa Apicella, che si propone di \u201cnon chiudere nessuna area di esperienza\u201d.\u00a0Proprio su questa vasta potenzialit\u00e0 di intervento, si appunta ora il lavoro sia teorico che operativo di Ignazio Apolloni, caratterizzando la sua Rivista dei pi\u00f9 significativi prodotti, sia a livello personale che da parte di altri autori in campo nazionale.\u00a0<a class=\"cboxElement\" title=\"Rivista INTERGRUPPO SINGLOSSIE N\u00b0 19 Palermo 1989\" href=\"http:\/\/www.calogerobarba.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2013\/04\/19.jpg\" rel=\"lightbox[2346]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"blazy alignleft size-thumbnail wp-image-2367\" title=\"Rivista INTERGRUPPO SINGLOSSIE N\u00b0 19 Palermo 1989\" src=\"https:\/\/anti.natscammacca.net\/antigruppo\/wp-content\/themes\/newsmag\/assets\/images\/picture_placeholder_list.jpg\" data-src=\"http:\/\/www.calogerobarba.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2013\/04\/19-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><noscript><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2367\" title=\"Rivista INTERGRUPPO SINGLOSSIE N\u00b0 19 Palermo 1989\" src=\"http:\/\/www.calogerobarba.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2013\/04\/19-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/noscript><\/a>Da ci\u00f2, dunque, il titolo pi\u00f9 completo di questo nuovo numero della Rivista\u00a0<em>INTERGRUPPO SINGLOSSIE<\/em>\u00a0su cui si baser\u00e0 la continuazione della sua nuova serie.\u00a0<em>Singlossia, Singlossie<\/em>: che cosa significa questo termine. Essi sono nuovi e inconsueti, derivano da etimologie greche e sono stati creati dall\u2019Apicella sul modello del linguaggio medico-scientifico (per intenderci: come cardiologia, psichiatria, geografia, antropogeografia, ecc.).\u00a0Cos\u00ec,\u00a0<em>monoglossia<\/em>\u00a0sta ad indicare l\u2019uso di un solo strumento per trasmettere un messaggio. Essa pu\u00f2 servirsi del linguaggio visivo (disegno che trasmette un messaggio, quadro anche astratto, ma con puro valore iconico), o del linguaggio verbale nelle sue tre articolazioni fondamentali: 1) parola detta; 2) parola scritta; 3) gesto sostitutivo della parola.\u00a0Pertanto la monoglossia \u00e8 l\u2019uso di un solo strumento, con una sola funzione semantica.\u00a0Dalla monoglossia si passa alla\u00a0<em>paraglossia<\/em>, cio\u00e8 al linguaggio nel quale i due elementi, visivo e verbale, sono posti in posizione parallela, uno dei quali ha funzione didascalica, esplicativa: il titolo di un quadro, la scritta sotto un poster pubblicitario, ecc.\u00a0Diversa \u00e8 invece la SINGLOSSIA, che \u00e8 incrocio del linguaggio visivo e verbale.\u00a0Per Singlossia si intende, allora, l\u2019incrocio del linguaggio\u00a0<em>idosemantico<\/em>\u00a0o\u00a0<em>visivo<\/em>\u00a0e del linguaggio\u00a0<em>fonosemantico<\/em>, cio\u00e8 verbale. Essi raggiungono un punto nel quale i due linguaggi si completano, nel senso che l\u2019uno non pu\u00f2 essere comprensibile senza la presenza dell\u2019altro.\u00a0La Singlossia, per tali ragioni, pu\u00f2 essere considerata il fenomeno pi\u00f9 portante della nostra civilt\u00e0 semiologica: essa \u00e8 tipica del cinema, della televisione, della pubblicit\u00e0, dello scenario mobile, fonetico, della citt\u00e0, come di molte altre manifestazioni che rendono protagonista il vedere conosciuto e non, cos\u00ec da rendere ormai inadeguata, insufficiente la stessa definizione di\u00a0<em>Civilt\u00e0 dell\u2019immagine<\/em>\u00a0che deve cedere il posto a quella pi\u00f9 appropriata di\u00a0<em>Civilt\u00e0 della singlossia<\/em>, appunto. Su questa pi\u00f9 urgente esigenza insiste in tal modo INTERGRUPPO SINGLOSSIE cui Ignazio Apolloni attribuisce un ruolo di informazione e di comunicazione tra i pi\u00f9 conseguenti, conferendo a questo primo numero della nuova serie un articolato e qualificato quadro di riferimento da cui emerge tutta l\u2019importanza della sperimentazione e della ricerca in questo campo variamente dislocata nelle aree geografiche pi\u00f9 fertili e impegnate, divaricate da uno spettro di interessi, sia teorici che operativi, che vanno dalla favola, agli audiovisivi, alle nuove idee letterarie, ai nuovi linguaggi immaginari.\u00a0In tale panorama, si colloca intanto, con una sua precisa e feconda fisionomia lo stesso Apolloni, fondatore e direttore, come si \u00e8 detto, della Rivista. Giudicata tra le pi\u00f9 originali e confacenti, la sua produzione singlossica si basa su aspetti ed esiti ludico-fantastici particolarmente incisivi ed ironici, laddove per ironia si deve intendere, nel suo caso, non tanto o non semplicemente l\u2019intervento caustico di un giudizio irritante, ma la fabulazione sottilmente critica e ribaltata, immaginifica, creativa dell\u2019evento ag\u00ecto tra immagine e parola, ma anche della sola scrittura, come nel suo libro \u201cFavole per adulti\u201d di cui Roberto Roversi ha scritto tra l\u2019altro, che \u201cnella libert\u00e0 della favola riconquistata e dissacrata, crudeli mostruosit\u00e0 si mescolano a ridicole buone azioni, patetiche aspirazioni di grandezza si ricompongono in catastrofi politico-ecologiche e gli stessi protagonisti si scheggiano e frantumano nell\u2019inestinguibile dimenarsi di battute e sberleffi\u201d.\u00a0E poi le Sketch poesie singlossiche dello stesso Apolloni, prodotte, per la parte vignettistica, dal felicissimo disegno di Cerami; e ancora la nutrita serie della\u00a0<em>poesia impossibile<\/em>, nella quale la componente ludico-linguistica ed ironica raggiunge i maggiori traguardi della sintesi singlossica.\u00a0In definitiva, tutte le operazioni che riguardano questo settore di attivit\u00e0 verbo-visiva, tendono a dimostrare come la scrittura non pu\u00f2 pi\u00f9 essere al servizio della sola voce intesa come espressione diretta della parola. La nuova scrittura visuale, pertanto, non mira pi\u00f9 ad essere la traduzione fedele del parlato, dove gli assetti semiotici della scrittura stessa riflettono le reali connotazioni dell\u2019universo segnico e non pi\u00f9 quello prevalente (prima) della parola.\u00a0Seguendo i percorsi iniziali e la loro evoluzione dinamica, al fine di evitare le loro possibili cristallizzazioni, le ultime poetiche verbo-visuali \u2013 cio\u00e8 quelle che indagano da alcuni decenni sulle possibili integrazioni fra parola e immagine \u2013 stanno da qualche tempo traducendo la scrittura, con i suoi atti e sconfinamenti, nonch\u00e9 le sue possibilit\u00e0 fonico-espressive, nel linguaggio, nel video e nel cinema. In questo modo, parola e scrittura sono portate a una lettura-dimensione diacronica, diventando esse stesse protagoniste delle loro scomposizioni e ricomposizioni nelle possibili amplificazioni multimediali. Nell\u2019ambito della ricerca singlossica agisce pure un gruppo di operatori siciliani che fanno capo ad Apolloni e alla sua Rivista.\u00a0Michele Lambo che ha trasferito gli interessi della propria ricerca nel campo dell\u2019elettronica, dell\u2019audiovisivo, ottenendo suggestivi risultati di linguaggio multimediale; Franco Spena che dal versante pittorico trae formule poetiche e la simbiosi tra immagini e scrittura; Salvatore Salamone, particolarmente inventivo nell\u2019uso delle predette componenti; Anna Guillot che agli assetti e armonie cromatiche conferisce stupende soluzioni alfabetiche.\u00a0Lambo, Spena e Salamone fanno parte del Centro Duchamp di Caltanissetta, indicativamente denominato \u201cMagazzino di Immagini e Parole\u201d, il solo che operi in Sicilia.\u00a0Il palermitano Piero Buffa, il cui gioco grafico, condotto sulla superficie del foglio con abilit\u00e0 di movimento, di allusioni e di fughe, metaforizza il pentagramma, producendolo in sonorit\u00e0 visive. E infine, il pi\u00f9 recente Pietro Ales capace di strabilianti\u00a0<em>input<\/em>\u00a0combinatori di collages, dove le referenze verbo-visive perseguono l\u2019immaginario dell\u2019iperbole, un improbabile significante. E quindi, l\u2019efficace singlossia nelle sculture di Giusto Sucato; per finire con l\u2019accattivante e frantumato linguaggio lettristico colto dalla fotografia di Giovanni Franco attraverso le lacerazioni del manifesto sui muri della citt\u00e0. E per ultimo, la ricerca di scrittura visuale povera condotta da chi vi parla e la Fabra, attenta studiosa dell\u2019evoluzione linguistica di questa poetica. Insomma, per concludere si ha una\u00a0<em>Convergenza totale<\/em>, multimediale, di segni, immagini e scritture che rivelano la nascita di un nuovo linguaggio di Poi\u00e9sis destinato a risalire le radici della civilt\u00e0 e della storia del linguaggio come espressione del collettivo interpretato dalla attuale autonomia del singolo.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franca Alaimo Il rapporto fra me e Ignazio \u00e8 stato per moltissimi anni, giusto per agganciarmi al titolo di una sua recente raccolta di racconti, \u201ca maglie larghe\u201d. 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